Come riconoscersi

Fra quelli che camminano a piedi nudi ad assaggiare nei passi la feroce bellezza del mondo.

Fra quelli che indugiano con intenzione a fermarsi il più a lungo possibile e guardare il mondo passare.

Fra quelli che abbracciano lo squisito languore della resa nell’aver perso un treno, nel guardare dal molo la nave che passa, complice, senza fermarsi qui.

Fra quelli che resistono al senso di colpa e hanno il controllo del proprio tempo con il quale non fanno nulla a parte riflettere, pensare, leggere.

Fra quelli che temono il buio ma della mente e del cuore e di notte con passi incerti
sanno abbandonarsi all’oscurità rassicurante, seguendo una traccia ancora sconosciuta.

Fra quelli che sono sognatori a tempo pieno.

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Una questione di ospitalità

Sono arrivata trent’anni fa sulla riva di questo vulcano. Per me, giovane antropologa nata all’ombra di un altro vulcano, questa terra è parsa selvaggia e incantata, tenera e dura allo stesso tempo. Ho scelto di fermarmi qui. Dopo tanto tempo, ai miei occhi, quest’isola conserva ancora intatto il suo fascino e la sua potenza. Questa è la mia casa, ho sempre amato condividerla con viaggiatori provenienti da tutto il mondo e grazie a ciò mi è stato dato di conoscere persone meravigliose.